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Turismo ruralePrima di proseguire è doverosa una precisazione terminologica tra le definizioni di "turismo rurale", "agriturismo", "turismo verde". In questi termini si opera la distinzione tra turismo in area rurale, turismo rurale e agriturismo (ciascuna delle categorie è integrata alla precedente, dalla terza alla prima, come in un insieme di cerchi concentrici), in funzione della percentuale di reddito che deriva all'insieme della popolazione locale o, nel terzo caso, ai singoli agricoltori; nella seconda, la distinzione si fonda sui diversi elementi costitutivi dell'offerta. Si parlerà di turismo rurale quando la cultura rurale rappresenta una componente importante dell'offerta; in base alla principale attività specifica dell'offerta si parlerà allora di agriturismo, turismo verde, turismo gastronomico, equestre, nautico, cinegetico, storico-culturale, altro. Pertanto, le attività turistiche che si avvalgono di gruppi residenziali, grandi hotel, campi da golf o piste da sci possono difficilmente essere comprese nel concetto di turismo rurale. La peculiarità dell'offerta nel turismo rurale è la volontà di permettere al visitatore un contatto personalizzato, un inserimento nell'ambiente rurale fisico ed umano nonché, nella misura del possibile, una partecipazione alle attività, agli usi e ai modi di vita della popolazione locale. La dimensione culturale e pedagogica di questa forma di attività ricreative turistiche è notevolmente apprezzata; gli studi condotti in proposito indicano che gran parte degli amanti del turismo rurale, provenienti soprattutto dalle classi medie e alte, attribuisce una grande importanza ai valori e all'identità culturale locali. Nella legge italiana si parla di connessione e complementarietà dell'attività agrituristica rispetto a quella agricola come principio generale. Si parla inoltre di connessione funzionale, che implica una relazione immediata tra le due attività, e di una connessione sostanziale, che si riferisce ad una relazione indiretta. La complementarietà fa invece riferimento alla prevalenza che l'attività agricola deve mantenere rispetto a quella agrituristica: si inserisce qui un elemento problematico. Se infatti tale prevalenza si calcolasse in termini di reddito verrebbe chiaramente meno la motivazione che sta alla base della scelta imprenditoriale. E' stato così introdotto dal Ministero competente il concetto di "tempo/lavoro" rispetto al quale le giornate di lavoro agricolo devono essere superiori alle giornate di lavoro dedicate all'agriturismo. L'introduzione di questo parametro comporta che la nuova attività sia progettata in correlazione all'effettiva dotazione dell'azienda agricola.
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