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Come nasce la nuova Legge quadro sull'Agriturismo
Le ragioni che hanno spinto il legislatore nazionale a proporre una nuova legge-quadro sull'agriturismo non è soltanto tecnica, anzi sotto questo profilo esistevano e sussistono ancora problemi di legittimità.
L'agricoltura intensiva e l'uso insensato di prodotti chimici, quali fertilizzanti, chimici, diserbanti, additivi, antiparassitari e fitofarmaci, stanno provocando un insostenibile depauperamento dei terreni, nonché un grave squilibrio dell'ecosistema. E sempre più lungo l'elenco dei prodotti chimici che stanno portando la nostra produzione agricola alla loro dipendenza. Si innesca così un circolo vizioso per cui per ottenere la massima quantità di prodotti per ettaro occorre fare ricorso ad un uso sempre più massiccio e su larga scala di questi composti chimici. Dalla prima metà degli anni Ottanta, oltre che dall'agricoltura biologica, un segnale sempre più positivo di inversione di tendenza e di limitazione di prodotti chimici viene dal settore dell'agriturismo. Fenomeno, questo, che già rappresenta una valida alternativa, anche economica, per quelle realtà rurali, strutturalmente deboli, ma attraenti dal punto di vista naturalistico, paesaggistico ed ambientale. Questo turismo a basso impatto ambientale, mentre in Italia ha trovato inizialmente grosse difficoltà, tant'è che si registrano grosse anomalie tra le regioni, nel resto dell'Europa ha avuto uno sviluppo impressionante.
L'agriturismo è considerato un settore importante per lo sviluppo economico dell'Unione europea e costituisce altresì un innegabile fattore sociale di riconoscimento della diversità delle culture, dei luoghi e dei modi di vita e può, se adeguatamente sostenuto, rappresentare un eccezionale volano sia di salvaguardia del territorio, sia di produzione e di integrazione di reddito per quanti vivono in quei tenitori. Nello stesso tempo, l'agriturismo già rappresenta in molte zone del paese una valida alternativa ecocompatibile all'insostenibile turismo di massa.
Attualmente la crescente domanda di agriturismo pone il problema di azioni positive specifiche, tali da garantire la fuoriuscita da qualsiasi episodicità facendola divenire elemento costante di crescita economica e pertanto di tutela ambientale in considerazione dei metodi e dei mezzi di utilizzo per soddisfare la richiesta. Il presente disegno di legge intende dare una risposta allo sviluppo ecosostenibile di quelle straordinarie aree rurali del paese situate in tenitori caratterizzati da rilevanti elementi naturalistici, paesaggistici e storico-culturali, attraverso iniziative di valorizzazione, conoscenza e fruizione dell'ambiente rurale, della sua cultura, delle sue tradizioni e dei suoi prodotti agroalimentari e artigianali.
Per questo alcuni parlamentari credono necessario superare l'obsoleta normativa della legge quadro 5 dicembre 1985, n. 730, recante "Disciplina dell'agriturismo", ridando vigore agli imprenditori agricoli e alle realtà locali, con l'intesa di aggiornare la normativa vigente, facendo sì che questo settore possa realmente contribuire alla valorizzazione degli ambienti rurali, alla tutela ed alla salvaguardia del territorio e allo stesso tempo dare una speranza a quanti, soprattutto giovani e donne, vogliano crearsi una nuova occupazione.
Al primo disegno di legge ne sono seguiti altri, infine è stato approvato dalla Camera dei deputati (il 18 maggio 2005), un testo risultante dall'unificazione dei diversi disegni di legge (Testo D.D.L. n.3438) per essere trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza (il 23 maggio 2005). Non sono mancate le discussioni sia di natura politica che strettamente tecnica.
Innanzitutto la diatriba verte sulla ripartizione delle competenze normative tra lo Stato e le regioni costituzionalmente delineate ove alcuni sostengono che demandare troppo alle regioni è in contrasto con i tempi che vanno in senso contrario tendendo a principi comunitari.
Gli oppositori ritengono invece che ogni realtà territoriale ha le proprie esigenze, le proprio necessita che non possono facilmente coniugarsi con le altre seppur vicine realtà.
Altro punto: l'eccessivo assistenzialismo e protezionismo della categoria come la ristrutturazione e l'adeguamento degli edifici non soggetti ad oneri di rilascio e di urbanizzazione o la deroga all'abbattimento delle barrire architettoniche, in nome di una alterazione dell'aspetto architettonico degli edifici, oppure le norme igienico-sanitarie, sempre con deroghe che possono compromettere il rapporto di fiducia con i consumatori, provvedimento in esame va in tal senso, nell'ottica della valorizzazione dell'agriturismo.
Viene ricordato, al riguardo, che vi è indubbiamente un rinato interesse, anche da parte degli operatori agricoli, verso l'agriturismo.
Le varie associazioni agricole riuniscono oltre 14 mila esercizi di agriturismo, (Dati ISTAT) che devono essere finalizzali a valorizzare non soltanto la ruralità ma anche la tipicità delle produzioni locali. In questi anni abbiamo però avuto modo di riscontrare come alcuni agriturismi fossero esercizi alberghieri o di ristorazione mascherati. Secondo il relatore del D.D.L. si tratta in ogni modo:
- di una legge quadro articolata, moderna e comprensiva di tutte le aspettative del settore,
- che potrà costituire la cornice adatta per i regolamenti attuativi di cui si doterà ogni regione, autonomamente ed in piena sovranità.
Si rimane dunque in attesa dell'importante evento legislativo, che oltre ad intervenire in uno specifico settore interviene anche nell'area che lo ricomprende: l'agricoltura, che da tradizionale deve trasformarsi in multifunzionale ma sempre a salvaguardia del territorio e della cultura. (Fonte: Associazione “Agriturist”)
Come in tutte le medaglie ci sono le due facce, cosi nella novellata legge ci sono sia i delatori, che ritengono il provvedimento illegittimo e superfluo, sia gli estimatori che sostengono essere una norma necessaria, adeguata ai tempi e all'insegna della semplificazione. (Sull'argomento si può vedere Visconti in Diritto & Diritti – rivista on-line). |