Agriturismo online

Caratteristiche e definizione

La definizione di agriturismo è stata coniata durante la prima metà degli anni sessanta. L'uso del termine rispetto ad altri similari è nato in concomitanza con la fondazione dell'associazione Agriturist promossa dalla Confagricoltura e presieduta dall'imprenditore agricolo toscano Simone Velluti Zati.
http://it.wikipedia.org/wiki/Agriturismo

Dunque il primo intervento legislativo risale al 1952, con la Legge n. 991 e con il decreto del Ministero del tesoro, un provvedimento che concedeva un finanziamento alle aziende operanti nei territori montani. Si trattava, in realtà, di una misura diretta ad agevolare la permanenza di insediamenti umani in area montana più che un vero e proprio sostegno agli agricoltori durante l'epoca di fuga dalle campagne per trasferirsi in città. A livello statale, la cosiddetta Legge quadro per la disciplina del settore è stata emanata soltanto nel 1985 (Legge 5 dicembre 1985, n. 730).
In questo periodo i maggiori interventi comunitari si confondono con gli indirizzi di politica agricola. Solo con la Direttiva 75/268//CEE abbiamo il primo cenno di riferimento all'attività agro-turistica. Si trattava però di un' azione limitata, volta esclusivamente a "preservare l'attività agricola necessaria per il mantenimento di un livello minimo di popolazione o per la conservazione dell'ambiente naturale in talune zone selvagge".

L'attuale concetto di agriturismo emergerà solo in seguito dalla legislazione regionale. La legge quadro sul turismo, nel 1985 prevedeva la propagazione, da parte delle regioni, delle leggi al fine di valorizzare il patrimonio economico, culturale ed ambientale del proprio territorio, promuovendo lo sviluppo dell'agriturismo e del turismo rurale, certamente integrandoli con l'offerta tipica regionale. –"Devono dunque regolare un'attività connessa principalmente all'agricoltura"- come definito dall'art. 2135 del Codice civile.

La prima legge dello Stato sugli agriturismi è pertanto la Legge del 5 dicembre del 1985, n. 730, emanata per "sostenere lo sviluppo ed il riequilibrio del territorio agricolo, agevolare la permanenza dei produttori nelle zone rurali o meglio utilizzare il patrimonio rurale e dell'edilizia, promuovere la conservazione e la tutela dell'ambiente, dare risalto ai prodotti tipici, conservare le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale, sviluppare il turismo sociale e giovanile, facilitare i rapporti tra la città e la campagna".

L'agriturismo può definirsi un'attività turistica a tutti gli effetti, benché si caratterizza per la necessaria posizione di connessione e complementarietà rispetto ad un'attività agricola tradizionale. Non v'è dubbio, pertanto, che l'attività agrituristica si collochi a pieno titolo fra le attività turistiche nel senso appena precisato, in particolare, fra quelle dirette a salvaguardare "le risorse ambientali, le usanze locali anche ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile". Tuttavia però, l'agriturismo non è prettamente un'attività turistica per così dire "autosufficiente": esso è tale solo se dipende da un'attività agricola quindi "caratterizzante".

Tale è il motivo per cui tale impresa si colloca addirittura in posizione "secondaria" rispetto allo svolgimento dell'attività agricola tradizionale. Infatti l'agriturismo si deve porre "in rapporto di connessione e complementarietà rispetto all'attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali".2
citazione: 2 Alvisi e Zunarelli, Lezioni di legislazione del turismo, cit. p. 226

In ogni caso, prima ancora di iniziare lo studio degli elementi distintivi dell'agriturismo e dell'attuale legge quadro è bene individuarne la collocazione giuridica in ambito nazionale, regionale e comunitario.